Affinché il lavoro di uno staff funzioni deve stabilire una serie di obiettivi comuni che orientino ogni componente e stabiliscano la forma che definisce l’identità del gruppo di lavoro, sancendo il senso di appartenenza di ogni componente.
Eccone alcuni:
1) Tutti per uno, uno per tutti
Gli allenatori, i responsabili, lo psicologo, il medico, il fisioterapista, i componenti della segreteria, i magazzinieri, tutti insieme rappresentano la stessa squadra ed è fondamentale per tutti presentarsi vicendevolmente nei vari spazi e nelle varie circostanze che caratterizzano la società sportiva mostrandosi agli atleti, ai genitori, alle squadre avversarie attraverso lo stesso atteggiamento utilizzato nelle svariate circostanze che si susseguono durante l’anno sportivo.
Un atteggiamento che va ben definito e poi condiviso da tutti, basato sul rispetto dei ruoli dei vari componenti dello staff, e stabilendo uno stesso modo di relazionarsi con gli allievi. Adesso vi spiego meglio.
2) Rispettare i ruoli e non sovrapporsi.
È bene definire i ruoli dei vari componenti dello staff e IN MODO CHIARO di cosa ognuno di loro si deve occupare.
Questo servirà ad evitare che ci si sovrapponga nelle varie mansioni provocando confusione all’interno dello staff nel riconoscersi vicendevolmente, e rendendosi vulnerabili ai possibili attacchi da parte di genitori, altri allenatori, altre società sportive.
3) Stabilire un analogo atteggiamento con cui rivolgersi agli allievi/allieve
Ecco qualche spunto:
- Essere sempre accoglienti e pronti all’ascolto degli atleti.
- Priorizzare i loro bisogni prima di ogni altra cosa. Stiamo parlando di bambini e adolescenti, entrambi hanno bisogno di fiducia, di incoraggiamenti e di imparare a tollerare la sconfitta. Per questo gli allenatori dovrebbero essere in grado di saper riconoscere e neutralizzare i loro bisogni personali che esulano da quelli degli allievi, in primis “voler vincere per mostrare a tutti di essere un allenatore vincente”.
- Stabilire con ognuno di loro un rapporto individualizzato. La bravura di un allenatore è predisporsi a intuire quale approccio sia più auspicabile per motivare e coinvolgere al meglio ogni allievo di cui si prende cura.
4) “I panni sporchi si lavano a casa propria”
Affinché uno staff appaia solido a coloro che dal di fuori lo osservano o possono cercare di destabilizzarlo, è importante apparire coesi in ogni circostanza.
Può succedere che un allenatore, in campo, vede un suo collega fare un errore, e soprattutto può succedere che un genitore o un allenatore di un’altra società possa criticare con un componente dello staff l’operato di un altro membro del gruppo di lavoro.
In questi casi è importante non contraddire l’operato di un proprio collega dello staff, così come dare dei giudizi. Di fronte all’utenza bisogna sempre mostrarsi coesi, sostenendosi a vicenda. Anche nelle situazioni più discutibili, l’importante è non colludere con le critiche esterne.
Poi quando ci si trova in riunione, allora si può discutere sugli atteggiamenti degli altri non condivisi oppure spiegare delle circostanze che possono essere apparse confuse o discutibili. E allo stesso modo cercare delle soluzioni insieme.
Non importa quanto brillante sia la tua mente o la tua strategia, se stai giocando una partita da solo, perderai contro una squadra.Reid Hoffmann

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