Lo sport si propone all’adolescente come un prezioso contesto dove poter canalizzare tutta la sua energia attraverso una via di sfogo adeguata: la voglia di vincere.
Scendere in campo PER VINCERE, per un adolescente significa osare, mettersi in gioco anche giocando male se si è particolarmente emozionati.
Giocare per vincere permette di buttare fuori più adrenalina, sudore e fiato.
Scendere in campo per vincere significa rischiare di perdere, quindi acquisire spavalderia e coraggio di fronte ad un’avversità dirompente come la sconfitta, che le avversità svariate della vita le rappresenta tutte.
La cosa grandiosa è che vincere è una delle possibilità, perché dove si ha la possibilità di vincere c’è anche la possibilità di perdere.
Obiettivo: Vittoria (Isabella Gasperini)
È più si desidera vincere più brucia la sconfitta
La delusione di perdere, che è più intensa sé si è scesi in campo con l’intenzione di vincere, può condurre ad abbattersi oppure a reagire,
In tutto ciò l’allenatore è colui che deve dare ai componenti della squadra la convinzione che la vittoria è una certezza in cui credere, anche se lui sa bene che potrebbe non essere così. L’allenatore deve motivare quell’animo vincente di ogni suo meraviglioso allievo a credere in se stesso, affinché, come dice Paulo Coelho, “l’universo cospiri verso ciò che vogliamo“.
In questo caso la vittoria non sarà più l’obbiettivo da raggiungere ansimando il fatto di raggiungerlo ad ogni costo.
La vittoria sarà la conseguenza della convinzione di potercela fare. E allora lasciamo sperimentare agli adolescenti la brama di vincere, orientandoli sulla realizzazione della loro autostima, e non sul mero raggiungimento di un risultato che si dimentica in un attimo.

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